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Blitz a Torangius: i “finti Carabinieri” incastrati da quelli veri

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Ieri pomeriggio in via Verga ha avuto luogo un blitz in piena regola con dieci uomini, tra divise e agenti in borghese, auto civetta a presidiare gli angoli della strada e un obiettivo preciso. Al centro dell’operazione, un B&B nel quartiere Torangius.

Il fermo dei sospettati

I militari hanno isolato l’area con una manovra a tenaglia, puntando dritto verso la struttura ricettiva dove alloggiavano due giovani poco più che ventenni, di origine campana. Mentre il quartiere osservava col fiato sospeso, i Carabinieri hanno fatto irruzione nei locali, dando il via a una perquisizione minuziosa che si è conclusa con il fermo dei due ragazzi, portati via sotto lo sguardo attonito dei residenti.

Sebbene dal Comando provinciale viga il massimo riserbo — come impone la prassi in indagini così delicate — le indiscrezioni che filtrano tra le maglie della cronaca portano tutte in un’unica, odiosa direzione ossia la piaga delle truffe agli anziani.

La truffa del finto Carabiniere

I due fermati sarebbero sospettati di agire con la tecnica del “finto carabiniere”. È un copione crudele e ben collaudato, che sfrutta l’autorità della divisa e l’affetto familiare per colpire le persone più fragili.

Di solito, la truffa segue uno schema psicologico spietato, una telefonata concitata avverte l’anziano che un parente è in stato di fermo per un incidente stradale e che serve una “cauzione” immediata per liberarlo. Pochi minuti dopo, un complice si presenta alla porta fingendosi un rappresentante delle forze dell’ordine per ritirare oro e contanti. Questa volta, però, a bussare alla porta del B&B di Torangius sono stati i Carabinieri veri, quelli che la divisa la onorano ogni giorno proteggendo il territorio.

Le truffe ai danni della terza età non sono semplici reati patrimoniali; sono attacchi diretti alla coesione della nostra comunità. Colpiscono il senso di sicurezza domestica e la fiducia nelle istituzioni.

Vedere una risposta così rapida e coordinata sul territorio di Oristano è un messaggio chiaro per chi pensa che la Sardegna possa essere un terreno di caccia facile per le trasferte del crimine. La pressione investigativa resta altissima e, nelle prossime ore, i riscontri della perquisizione potrebbero rivelare se i due giovani siano gli autori dei colpi che hanno messo in allarme la provincia nelle ultime settimane.

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