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Caos in Comune: salta il bilancio di previsione e il Consiglio resta al palo

C’è un silenzio assordante che agita le stanze del potere cittadino, un vuoto che pesa più di mille mozioni discusse a tarda notte. Le luci dell’aula consiliare, che avrebbero dovuto accendersi il 26 febbraio e il 12 marzo, resteranno spente. Il motivo? Una frenata improvvisa, un “testa coda” burocratico-politico che ha portato al ritiro della proposta di deliberazione più importante dell’anno.

Il Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Puddu, è stato categorico: non ci sono più i presupposti d’urgenza. Quando viene meno l’oggetto del contendere, la discussione decade. E l’oggetto, in questo caso, è il bilancio di previsione 2026, il documento che dovrebbe tracciare la rotta economica e sociale della nostra comunità per i prossimi tre anni. Insieme a lui, finisce nel congelatore anche l’aggiornamento delle linee guida per la monetizzazione degli standard urbanistici, un tema tecnico ma vitale per lo sviluppo del territorio.

Ma cosa significa, in termini politici, ritirare il bilancio di previsione a pochi giorni dalla convocazione? Una mossa del genere raramente è figlia di un mero errore di battitura. Spesso si tratta di una necessità di ricalibrare le forze, di ritrovare una quadra interna alla maggioranza o di rispondere a rilievi tecnici che non possono essere ignorati. È un atto di prudenza che però, inevitabilmente, rallenta la macchina amministrativa.

Senza l’approvazione del bilancio di previsione, la programmazione dei lavori consiliari subisce uno slittamento che sposta tutto alla seconda metà di marzo. La Conferenza dei Capigruppo dovrà ora rimettersi attorno a un tavolo per ridisegnare un calendario che sembrava già scritto. In questo scenario, il rischio è che l’urgenza amministrativa si scontri con i tempi della politica, lasciando in sospeso decisioni che i cittadini aspettano con impazienza.

Resta da capire se questo stop forzato sul bilancio di previsione sia solo una sosta tecnica o il segnale di una frizione più profonda. II tempo è una variabile che non mente mai. Se la nuova convocazione di marzo porterà con sé una proposta solida e condivisa, allora il ritiro sarà stato un atto di responsabilità. In caso contrario, ci troveremo di fronte a una primavera amministrativa decisamente calda.

Il testo integrale del comunicato:

Gentili Consigliere e Consiglieri,
si comunica che, alla luce delle determinazioni comunicate dal Sig. Sindaco in ordine al ritiro della proposta di deliberazione concernente l’approvazione del Bilancio di previsione 2026–2028 e della proposta relativa all’aggiornamento delle linee guida per la monetizzazione degli standard urbanistici, non sussistono allo stato i presupposti di urgenza per la convocazione del Consiglio comunale ipotizzata nel corso della Conferenza dei Capigruppo svoltasi in data odierna.
Pertanto, non si procederà alla convocazione delle sedute ipotizzate per i giorni 26 febbraio e 12 marzo.
Per quanto sopra, si procederà a breve alla convocazione di una nuova Conferenza dei Capigruppo per la programmazione dei lavori consiliari relativi alla prima quindicina di marzo.
Cordiali saluti.

Giuseppe Puddu
Presidente del Consiglio Comunale

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