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Caso scuolabus: trasparenza e rigore amministrativo sotto accusa

La politica, quella che si occupa dei servizi essenziali come il trasporto scolastico per le borgate, si trova oggi a dover rispondere a interrogativi che non riguardano solo la logistica, ma colpiscono al cuore il concetto stesso di evidenza pubblica. Il caso è stato sollevato dal consigliere Francesco Federico e riguarda la gestione del servizio scuolabus a San Quirico.

Tutto ha inizio con una cifra tonda e rassicurante: un ribasso del 27% in sede di gara. In un’epoca di tagli lineari e spending review, un’offerta che abbatte il costo chilometrico a 1,08 euro su una base d’asta di 4,00 euro appare come una vittoria per le casse comunali. È il trionfo dell’ottimizzazione, o almeno così sembrava sulla carta dei verbali di aggiudicazione. Eppure, la realtà ha la brutta abitudine di presentare il conto molto presto. Pochi mesi dopo la firma, quel risparmio sbandierato si è sciolto come neve al sole, un aumento di 1,07 euro a chilometro concesso dagli uffici comunali ha, di fatto, sterilizzato il ribasso iniziale, riportando i costi a livelli quasi pre-gara e gravando sul bilancio per ulteriori 619mila euro.

Ci troviamo di fronte a un fenomeno distorsivo della concorrenza?

Se un appalto viene vinto grazie a una promessa di economicità che viene smentita poche settimane dopo l’inizio del servizio, il rischio è che la gara stessa diventi una mera formalità estetica, un rito svuotato di significato. Il capitolato d’appalto parlava chiaro, quasi con una perentorietà d’altri tempi: i prezzi si intendono accettati in base a calcoli di propria convenienza e rimuneratività, a completo rischio della ditta e sono quindi invariabili. Queste parole, che dovrebbero essere il dogma di ogni contratto pubblico, sembrano essere diventate improvvisamente opzionali.

Non si tratta solo di una questione di decimali o di Iva. È una questione di fiducia tra istituzione e cittadinanza. Quando una ditta accetta il rischio d’impresa — concetto cardine dell’economia di mercato — non può poi bussare alla porta del Comune per chiedere un salvataggio non appena la realtà dei costi bussa alla sua, di porta. Accogliere tali richieste significa alterare l’equilibrio della gara ex post, lasciando l’amaro in bocca a chi, magari, aveva offerto prezzi più realistici e meno aggressivi in fase di bando.

La borgata di San Quirico, con i suoi disservizi, diventa così il palcoscenico di un’anomalia amministrativa che attende risposte. Il silenzio della Giunta, lamentato con forza da Federico, non fa che alimentare il sospetto che la pianificazione sia stata superficiale o, peggio, che il sistema dei controlli interni abbia mostrato il fianco. La trasparenza non può essere un optional da sfoderare solo nelle cerimonie inaugurali, ma deve essere il binario su cui corre ogni singolo chilometro di uno scuolabus. La chiarezza è un atto dovuto, perché quando si parla di soldi pubblici e di diritti degli studenti, la matematica non può essere un’opinione variabile.

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