Il luogo del ricovero dovrebbe essere, per definizione, uno spazio protetto. Ma per un pensionato di 87 anni, la degenza all’ospedale San Martino di Oristano si è trasformata in un incubo finanziario e morale. Mentre l’uomo lottava per la propria salute, qualcuno ha pensato bene di approfittare della sua fragilità per sottrargli la carta di credito, prosciugandone il conto in una folle corsa agli acquisti.
La vicenda, che ha dell’incredibile per la spregiudicatezza dimostrata, si è conclusa con la denuncia di una donna di 40 anni. Le indagini, condotte con precisione dai Carabinieri della Stazione di Ghilarza, hanno svelato un piano di spesa compulsivo che ha toccato la cifra di quasi 1.600 euro.
La scia dei pagamenti e la trappola della tecnologia
Il colpo sembrava riuscito, ma chi ha agito ha sottovalutato la tracciabilità del mondo moderno. Dopo la querela presentata dall’anziano, accortosi dell’assenza della carta tra i suoi effetti personali, i militari hanno analizzato minuziosamente ogni movimento bancario.
La donna non si è limitata a prelevare contanti, ma ha utilizzato il bancomat per una serie di acquisti in vari esercizi commerciali di Oristano. Un errore fatale, poiché ogni transazione ha lasciato una scia digitale e, soprattutto, fisica: le telecamere di sorveglianza degli istituti bancari hanno immortalato l’autrice dei prelievi, fornendo agli inquirenti i primi tasselli del puzzle.
Il blitz e il ritrovamento: non solo truffa, ma anche droga
La perquisizione domiciliare eseguita dai Carabinieri ha chiuso il cerchio in modo inequivocabile. Nell’abitazione della quarantenne sono stati rinvenuti: gli indumenti corrispondenti a quelli indossati durante i prelievi immortalati dai video e due scontrini fiscali che attestavano acquisti effettuati proprio con la carta rubata all’ottantasettenne.
Ma le sorprese non sono finite qui. Durante il controllo, i militari hanno rinvenuto circa 43 grammi di marijuana nascosti in un barattolo di plastica. Oltre alla denuncia per indebito utilizzo di carta di pagamento, per la donna è scattata anche la segnalazione alla Prefettura di Oristano.
Una riflessione sulla sicurezza nei luoghi di cura
Questo episodio solleva interrogativi non banali sulla sicurezza dei pazienti più anziani all’interno delle strutture sanitarie. La vulnerabilità di chi è ricoverato richiede una vigilanza che non può essere solo tecnologica, ma deve farsi rete sociale. Resta l’amaro in bocca per una vittima che, alla fatica della malattia, ha dovuto aggiungere il trauma di un tradimento perpetrato nel cuore della città.










