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La Sartiglia 2026: Oristano ritrova il suo volto senza caschetto e sfida il record di presenze

La Sartiglia 2026 non è solo un evento è l’anima di una città che, quest’anno, ha dovuto combattere una accesa battaglia per difendere la propria identità.

Il verdetto della conferenza stampa del 13 febbraio è chiaro, la tradizione ha vinto. Superati i timori legati al cosiddetto Decreto Abodi, che rischiava di imporre l’uso dei caschetti protettivi ai cavalieri – snaturando l’estetica sacra delle maschere e dei costumi – Oristano si prepara a vivere un’edizione che profuma di libertà e di orgoglio ritrovato.

Il trionfo della tradizione: perché non vedremo il casco

La sfida è stata complessa, conciliare la sicurezza moderna con un rito che di retaggio medievale. Grazie a un meticoloso lavoro di squadra tra il Comune, la Fondazione Oristano e il riconoscimento tecnico dei percorsi da parte dell’ASI, la Sartiglia è stata ufficialmente esclusa dal campo di applicazione del decreto.

Come ha sottolineato il Sindaco Massimiliano Sanna, non si tratta di una “deroga alla sicurezza”, ma di un riconoscimento del valore culturale. La protezione resta una priorità, gestita però attraverso l’esperienza e i protocolli dell’Ordinanza Martini, salvaguardando il fascino immutato dei Componidoris. Vedremo dunque i protagonisti nel loro splendore originale, pronti a sfidare la sorte nella Corsa alla Stella senza “filtri” moderni a coprire i volti cerulei delle maschere.

I numeri di un successo annunciato

Se qualcuno dubitava dell’appeal della giostra, i dati della biglietteria hanno fornito una risposta immediata. In poche ore, i posti sulle tribune di via Mazzini e via Duomo sono andati quasi esauriti. La città si prepara a ospitare oltre 22.000 spettatori, trasformando il centro storico in un teatro a cielo aperto dove 114 cavalieri daranno prova di un’abilità che rasenta la magia.

Quest’anno, la giostra sarà guidata da figure di spicco:

  • Daniele Mattu per il Gremio dei Contadini (domenica 15 febbraio);
  • Graziano Pala per il Gremio dei Falegnami (martedì 17 febbraio);
  • Il giovanissimo Gabriele Piras, su Componidoreddu, per la Sartigliedda di lunedì 16.

Oltre la giostra: sicurezza e Sartiglia Experience

Un evento di questa portata richiede una macchina organizzativa imponente. L’ingegner Cristian Licheri ha disegnato un piano di sicurezza che prevede oltre 300 addetti, portali con telecamere per il conteggio elettronico del pubblico e un’assistenza sanitaria d’avanguardia. Ma la Sartiglia 2026 è anche apertura verso l’esterno: il gemellaggio con l’Alka di Sinj e la presenza di delegazioni da Asti, Feltre e dal Calcio Storico Fiorentino confermano Oristano come capitale mediterranea delle tradizioni equestri.

Per chi non si accontenta di guardare da lontano, la Sartiglia Experience offrirà tour guidati tra le scuderie e i luoghi simbolo, permettendo di respirare l’odore del fieno e l’adrenalina dei preparativi. È un invito a rallentare, a osservare i dettagli delle bardature e a comprendere il legame viscerale tra uomo e cavallo.

Programma e orari chiave (15-17 Febbraio 2026)

L’appuntamento è nel cuore del centro storico. Per chi volesse seguire i momenti salienti, ecco la cronologia dell’evento:

  • Ore 12:00: la Vestizione (il momento più solenne e carico di mistero).
  • Ore 13:30: corsa alla Stella in via Duomo.
  • Ore 16:30: corsa delle Pariglie in via Mazzini (l’adrenalina delle acrobazie).
  • Ore 18:30: svestizione.

La Sartiglia 2026 si annuncia come l’edizione della rinascita. Tra le note dei tamburini e il fragore degli zoccoli, Oristano dimostra che si può essere moderni pur restando fedeli a se stessi. È un patrimonio che respira e che, quest’anno, ha il sapore dolce di una vittoria ottenuta con la forza della cultura.

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