Il fascino della Sartiglia risiede in quell’equilibrio perfetto tra il brivido della velocità e l’estetica secolare delle maschere. Ma oggi, a Oristano, quel velo di mistero è squarciato da una polemica che ha il sapore amaro del fallimento amministrativo. Al centro del ring c’è il Decreto Abodi (D.Lgs. 08/2025) e un obbligo che spaventa i puristi. L’uso di caschetti protettivi omologati per i cavalieri. L’opposizione non usa mezzi termini e parla di un’umiliazione senza precedenti per la città.
L’accusa mossa dai consiglieri di minoranza — firmata da Marchi, Della Volpe, Daga, Perra e Federico — non colpisce solo l’efficienza, ma la sostanza stessa del peso politico della Giunta Sanna. Il dato che fa discutere è il “corto circuito” istituzionale: come può una giunta dello stesso colore politico del Governo nazionale non essere riuscita a mediare per tempo?
Il tanto decantato “filo diretto” con Roma sembra essersi interrotto proprio sul più bello. Secondo l’analisi dei firmatari, l’amministrazione ha avuto a disposizione quasi un anno per aprire un tavolo tecnico con il Ministero dello Sport. Invece di ottenere deroghe specifiche per le giostre storiche — dove l’estetica è sostanza, non semplice decoro — si è arrivati a ridosso dell’evento in un clima di incertezza che danneggia l’intera macchina organizzativa.
Estetica e sicurezza: un conflitto mal gestito
Il punto critico è la natura stessa della maschera della Sartiglia. Imporre standard tecnici moderni, incompatibili con i costumi tradizionali, significa di fatto snaturare l’essenza della manifestazione. La critica mossa alla Giunta è quella di sciatteria amministrativa, di aver ignorato la portata del Decreto entrato in vigore nel marzo 2025, riducendosi a rincorrere soluzioni d’emergenza che sanno di “elemosina” istituzionale.
Questa inerzia ha generato un effetto domino che tocca vari punti sensibili. L’azzardo della Fondazione Oristano, che continua la vendita dei biglietti senza poter garantire la forma definitiva dello spettacolo. L’esposizione finanziaria dei Gremi e dei cavalieri, che hanno investito risorse e sacrifici in un clima di totale precarietà normativa. Il rischio di danno d’immagine internazionale per un evento che è il biglietto da visita della Sardegna nel mondo.
Il conto di un disastro annunciato
Il silenzio di fronte ai problemi non è mai una strategia vincente. Mentre la macchina logistica è già partita, il dubbio su chi pagherà il conto di un eventuale fallimento della mediazione dell’ultimo minuto rimane sospeso nell’aria.
L’opposizione denuncia un vero e proprio “azzardo morale”. La sensazione è che si stia giocando con il patrimonio culturale di Oristano, sacrificando la pianificazione sull’altare dell’improvvisazione. Se la Sartiglia dovesse perdere i suoi tratti distintivi per un banale ritardo burocratico, la responsabilità politica della Giunta Sanna resterebbe scolpita nella memoria della città molto più a lungo di una giornata di corse.
Di seguito il testo integrale della missiva
Oristano umiliata dal silenzio sui caschetti
Denunciamo con forza l’inerzia e l’incapacità politica della Giunta Sanna nella gestione dell’emergenza legata
al Decreto Legislativo n. 08/2025 (Decreto Abodi). Una situazione che ha superato il limite della decenza
amministrativa.
Ciò che rende la situazione ancora più grottesca è il dato politico: la Giunta Sanna è espressione dello stesso
colore politico del Governo nazionale che ha varato e gestito il Decreto Abodi.
Nonostante il presunto “filo diretto” con Roma, il Sindaco e i suoi assessori si sono dimostrati totalmente
incapaci di far valere le ragioni di Oristano. Per mesi hanno avuto la possibilità di interloquire con i loro
referenti di centro-destra al Governo per ottenere deroghe o correttivi specifici per le giostre storiche; invece
hanno assistito passivamente mentre il tempo scorreva, riducendosi oggi a elemosinare soluzioni d’urgenza
che potevano essere pianificate un anno fa.
Il punto più critico riguarda l’obbligo dei caschetti protettivi omologati, una norma che, se applicata
rigidamente senza le necessarie deroghe per le manifestazioni storiche, snatura completamente l’estetica e
il senso stesso della Sartiglia.
Pur sapendo da mesi che il Decreto avrebbe imposto standard tecnici incompatibili con la tradizione della
Sartiglia perché non si è aperto per tempo un tavolo tecnico con il Ministero dello Sport per salvare l’integrità
delle maschere e dei costumi, aspettando invece poche settimane dalla Giostra per accorgersi che i cavalieri
non possono indossare i caschetti moderni sopra o sotto i costumi secolari?
Il Decreto è in vigore dal marzo 2025, in tutto questo tempo, la programmazione è stata pari a zero e il
risultato è un caos che colpisce direttamente un evento cruciale per l’economia della città.
Nel frattempo la Fondazione Oristano sta vendendo i biglietti in un clima di incertezza totale: si vendono posti
per una giostra che non si sa ancora come (e se) verrà corsa.
È un azzardo morale: si incassano soldi senza poter garantire lo spettacolo promesso, esponendo l’Ente a
possibili contenziosi e a una figura barbina di livello internazionale.
Mentre la Giunta si nasconde dietro i tecnicismi, ci sono centinaia di migliaia di euro già spesi. I Gremi hanno
onorato i loro impegni, i cavalieri hanno investito risorse e sacrifici, la macchina logistica è partita. Chi pagherà
il conto di questo disastro se la mediazione dell’ultimo minuto dovesse fallire? È inaccettabile che nessuno si
assuma la responsabilità di questa mancanza di guida. La Giunta Sanna sta giocando d’azzardo con la storia
e l’economia di Oristano, dimostrando una sciatteria amministrativa che non ha precedenti nella storia
recente della nostra città.
Oristano 05/02/2025
Francesca Marchi
Carla Della Volpe
Massimiliano Daga
Maria Speranza Perra
Francesco Federico










