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ll mare come cattedra: a Oristano la Capitaneria insegna il futuro

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La rinnovata collaborazione tra la Capitaneria di porto e l’istituto tecnico Lorenzo Mossa non è soltanto un protocollo d’intesa burocratico, ma un vero e proprio atto di fiducia verso le nuove generazioni. In un’epoca segnata dall’incertezza professionale, l’orientamento marittimo si configura come una bussola necessaria per navigare le acque agitate del mercato del lavoro contemporaneo.

Dallo scorso lunedì 16 marzo, otto studenti hanno varcato la soglia della caserma per immergersi in un’esperienza che unisce il rigore della disciplina alla nobiltà del servizio pubblico. Ad accoglierli hanno trovato il comandante Andrea Chirizzi, il quale non si è limitato ai saluti di rito, ma ha aperto le porte di un mondo fatto di salvaguardia della vita umana e tutela dell’ecosistema. È qui che la teoria scolastica si trasforma in prassi: i ragazzi non studiano più la sicurezza della navigazione solo sui manuali, ma la osservano vibrare sul ponte di un’unità navale o tra le lamiere imponenti di una nave mercantile.

L’efficacia di questo percorso risiede nella sua capacità di colmare il divasso tra istruzione e occupazione. L’orientamento marittimo offerto dalla Guardia Costiera permette ai giovani di percepire il mare non solo come un limite geografico o una risorsa turistica, ma come un compartimento amministrativo e professionale complesso. Gestire la gente di mare o vigilare sulla salute dei nostri litorali richiede una preparazione che va oltre il semplice saper fare; esige una forma mentis orientata alla responsabilità civile. Come ha giustamente osservato il comandante Chirizzi, si tratta di un’opportunità voluta dal Comando Generale per offrire strumenti di consapevolezza non solo ai ragazzi, ma anche alle loro famiglie, spesso disorientate di fronte alle trasformazioni del mondo del lavoro.

Il progetto, che si snoda attraverso un equilibrio tra lezioni teoriche e momenti operativi, dimostra come le istituzioni possano diventare agenti attivi del cambiamento sociale. Quando uno studente sale a bordo sotto la guida di personale specializzato, non sta solo compiendo uno stage; sta misurando le proprie ambizioni con la realtà. In questo senso, l’orientamento marittimo diventa una metafora della vita stessa: imparare a conoscere le correnti, rispettare le regole della navigazione e, soprattutto, capire quale rotta tracciare per il proprio domani.

In un territorio come quello oristanese, dove il legame con il mare è ancestrale, investire sulla formazione tecnica e morale significa proteggere l’identità locale proiettandola verso standard internazionali. Il successo di questa iniziativa risiede nel fatto che non si limita a istruire, ma educa nel senso più profondo del termine. Grazie all’orientamento marittimo promosso dalla Capitaneria e dall’istituto Mossa, questi otto pionieri del 2026 tornano a casa con una consapevolezza nuova: quella di chi ha capito che il mare, se rispettato e conosciuto, può davvero essere la strada maestra per il proprio successo professionale.

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