Il 10 febbraio 2026, come ogni anno, la Questura di Oristano ha commemorato la figura del Questore di Fiume Giovanni Palatucci, Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria, presso l’omonima piazza Palatucci.
Alla cerimonia hanno preso parte il Prefetto di Oristano Angieri, il Questore Marziano, le Autorità civili e militari della Provincia, nonché una rappresentanza del personale della Polizia di Stato. Il momento commemorativo si è svolto in un clima di profondo raccoglimento e rispetto, volto a ricordare l’alto valore morale e umano del Questore Palatucci.
Nel corso della cerimonia, ilCappellano Provinciale della Polizia di Stato ha espresso un breve momento di preghiera in memoria di Giovanni Palatucci, sottolineando il significato del suo sacrificio e il messaggio di solidarietà, coraggio e difesa della dignità umana che ancora oggi la sua figura trasmette.
Giovanni Palatucci, esempio luminoso di fedeltà allo Stato e ai valori della giustizia, seppe anteporre la tutela della persona ai rischi personali in uno dei periodi più drammatici della storia, pagando con la vita il proprio impegno.
La Polizia di Stato, attraverso questa commemorazione, rinnova l’impegno a custodire e tramandare la memoria di Giovanni Palatucci, affinché il suo esempio continui a rappresentare un punto di riferimento per le donne e gli uomini in uniforme e per l’intera collettivitài.
Giovanni Palatucci: lo Schindler italiano
Giovanni Palatucci è stato un poliziotto italiano, spesso definito lo “Schindler italiano”, che prestò servizio come responsabile dell’ufficio stranieri della Questura di Fiume durante la Seconda Guerra Mondiale. Palatucci, sfruttando la sua posizione falsifica documenti e distrusse fascicoli per sottrarre migliaia di ebrei (le stime parlano di circa 5.000 persone) alla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Questo era un rischio altissimo e nel 1944 viene scoperto dalla Gestapo nel 1944, arrestato e deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove muore di stenti e malattia a soli 35 anni, pochi mesi prima della liberazione.
Per il suo coraggio, lo Stato italiano gli ha conferito la Medaglia d’oro al merito civile e lo Yad Vashem lo ha proclamato Giusto tra le Nazioni.
Nota storica: Negli ultimi anni è nato un dibattito storiografico che ha ridimensionato il numero effettivo dei salvataggi, ma il suo sacrificio personale e l’impegno umanitario rimangono simboli fondamentali della resistenza civile al nazifascismo.









