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Reparto per i detenuti: all’ospedale San Martino le camere di sicurezza

La gestione dei detenuti che necessitano di cure ospedaliere non sarà più un’emergenza logistica per la città di Oristano. Dopo anni di attesa e un dibattito serrato sulla sicurezza interna alle strutture sanitarie, arriva la svolta: è stato ufficialmente assegnato l’incarico per la progettazione delle camere di sicurezza presso l’ospedale San Martino. Una decisione che segna un punto di non ritorno nella sinergia tra sanità e amministrazione penitenziaria.

Un sopralluogo tecnico per definire gli spazi

La macchina operativa si muove veloce. Gli spazi destinati ad accogliere il futuro reparto carcerario sono già stati individuati all’interno del nosocomio e la prossima settimana è previsto un sopralluogo tecnico decisivo. Non si tratta solo di installare delle sbarre, ma di concepire un’area che permetta le cure mediche in totale isolamento dal resto della popolazione ospedaliera, garantendo al contempo l’incolumità dei medici e degli infermieri.

La questione è approdata sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove il Prefetto Salvatore Angieri ha ribadito l’urgenza dell’opera. Secondo il Prefetto, la realizzazione di queste celle non è solo una necessità logistica, ma un intervento prioritario per prevenire criticità e garantire standard di sicurezza elevati, evitando che la gestione di soggetti detenuti possa in qualche modo interferire con il regolare svolgimento delle attività ospedaliere.

Sinergia tra Asl e carcere di Massama

Il progetto nasce da un lavoro a quattro mani. Il Direttore Generale della Asl di Oristano ha confermato che i suoi uffici si sono già attivati in stretta collaborazione con la direzione della casa circondariale di Massama. Questo asse istituzionale è fondamentale: solo chi gestisce quotidianamente la realtà carceraria conosce le specifiche tecniche necessarie per rendere sicura una stanza d’ospedale.

L’obiettivo di fondo resta la tutela del tessuto sociale e della serenità dei pazienti. In un ospedale moderno, la convivenza tra percorsi di cura ordinari e protocolli di detenzione deve essere invisibile e impeccabile. Con l’avvio della progettazione, Oristano si allinea finalmente a standard nazionali che vedono nelle “camere protette” uno strumento di civiltà sia per chi è in stato di arresto, sia per la collettività che frequenta il San Martino.

Foto ASL OR

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