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Seneghe, il borgo che si fa officina: quando il Design Thinking incontra l’anima della Sardegna

A Seneghe, nel cuore pulsante del Montiferru, il 20 e 21 febbraio 2026, presso la storica Casa Aragonese. Non si tratta di un semplice convegno, ma del secondo atto delle “Giornate di co-progettazione dei territori”, un esperimento di democrazia partecipata e innovazione culturale che punta a trasformare il borgo in un incubatore di futuro.

L’iniziativa, inserita nel quadro del Progetto Borghi (PNRR), non guarda alla tecnologia come fine ultimo, ma come mezzo per riscoprire le potenzialità inespresse delle aree interne. Il metodo scelto è quello del Design Thinking, una bussola per orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo e generare valore laddove altri vedono solo criticità.

L’arte di progettare tra Sciola e Maria Lai

La vera intuizione di questo percorso risiede nel dialogo, quasi mistico, tra le metodologie di management moderno e i giganti dell’arte sarda. Progettare a Seneghe non significa solo compilare moduli, ma “tessere” relazioni seguendo l’insegnamento di Maria Lai, trasformando l’ascolto del territorio in un atto creativo.

Nella visione proposta dall’Hub Rete di Nuoro, la fase della definizione delle idee diventa un corpo a corpo con la materia, un richiamo diretto alle pietre sonore di Pinuccio Sciola. È un processo di sottrazione e modellazione: si scolpiscono le criticità per far emergere soluzioni che abbiano un suono proprio, vibrante e autentico. Infine, il prototipo e il racconto del progetto si rifanno al muralismo e alla lezione di Costantino Nivola, portando l’innovazione fuori dalle stanze chiuse per consegnarla allo spazio pubblico, rendendola esperienza viva e condivisa.

Un parterre d’eccezione per il futuro del Montiferru

Il programma della due giorni alterna la pratica laboratoriale al confronto di alto profilo. Sotto la guida di Marco Serra dell’Università Tor Vergata, i partecipanti – dai giovani imprenditori agli operatori culturali – saranno chiamati a sporcarsi le mani con la progettazione d’impresa.

Il pomeriggio del 20 febbraio sarà il cuore del dibattito, con una tavola rotonda moderata da Fabiola Pulieri. Interverranno figure chiave come Tomaso Sciola e Andrea Granitzio della Fondazione Pinuccio Sciola, l’architetta Paola Mura e l’imprenditore Andrea Concas. Il tema è centrale per ogni scienziato sociale: come può l’arte agire da leva per la coesione comunitaria? La risposta risiede nella capacità di generare impatto, non solo estetico ma economico e sociale, restituendo centralità a luoghi che la geografia della modernità ha spesso dimenticato.

Verso un nuovo modello di sviluppo

Le “Giornate di co-progettazione” rappresentano una sfida culturale prima ancora che tecnica. In un’epoca di spopolamento, Seneghe risponde con la competenza. Il percorso, che si concluderà a marzo dopo diverse sessioni anche online, dimostra che il “fare impresa” nei territori marginali è possibile, a patto di avere gli strumenti giusti e una visione che sappia tenere insieme radici e innovazione.

La partecipazione gratuita è un invito aperto a chiunque voglia sentirsi protagonista del cambiamento: un’occasione rara per trasformare la propria visione in un atto collettivo e generativo.

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