Da una parte, il sindaco Massimiliano Sanna che evoca i tribunali per difendere un confine ormai violato tra critica e offesa; dall’altra, il gruppo di Oristano al Centro che scaglia accuse pesanti come macigni, parlando di una gestione amministrativa ridotta a “pantomima”.
La crisi politica a Oristano non è più un affare per addetti ai lavori, ma un drammache racconta la fragilità delle nostre istituzioni locali. Quando Ivano Cuccu dichiara che “dignità e responsabilità valgono più di un assessorato”, non sta solo rivendicando una scelta di campo, ma sta denunciando la mutazione genetica della politica in una serie di piccoli “protettorati” personali. È la sociologia del particolare che vince sull’interesse generale: pratiche edilizie, strisce pedonali e Ztl che diventano moneta di scambio in un mercato del consenso sempre più asfittico.
L’azzeramento della giunta e il rito della purificazione politica
Per il sindaco Sanna, l’azzeramento dell’esecutivo è stato l’estremo tentativo di sintesi democratica, un atto dovuto per rispondere alle fibrillazioni dei partiti. Tuttavia, per i suoi oppositori interni, quel gesto ha avuto il sapore amaro della beffa. Roberto Pisanu non usa giri di parole: resettare tutto per poi colpire solo due pedine scomode è un’operazione che svilisce il senso stesso del governo cittadino. In questa narrazione, la crisi politica a Oristano assume i contorni di un gioco d’ombre dove cambi di casacca e pressioni sottobanco sostituiscono la programmazione. Il cuore del conflitto risiede nella percezione della figura del primo cittadino. Sanna si vede come il mediatore necessario, l’uomo che cerca di tenere insieme i cocci di una coalizione frastagliata. Al contrario, Giuliano Uras ne traccia un profilo impietoso: un sindaco che “tira a campare”, preoccupato più della propria sopravvivenza economica che della visione strategica della città. È un attacco frontale che scende nel personale, lambendo quel limite della diffamazione che Sanna ha già annunciato di voler sottoporre ai propri legali.
Partecipate e “protettorati”: l’ombra dei ricatti cittadini
Ma è scendendo nei gangli vitali dell’amministrazione che la crisi politica a Oristano si fa inquietante. Le denunce sulla gestione di Oristano Servizi e della Fondazione Oristano, descritta come un “vuoto a perdere” utile solo a foraggiare le cerchie amicali, aprono squarci su un sistema di potere che Oristano al Centro promette di smantellare pezzo dopo pezzo. L’annuncio di una “prossima puntata sui ricatti cittadini” suona come un sinistro presagio di una tempesta che non accenna a placarsi. In questo scenario, la politica smette di essere progetto e diventa resistenza. Da un lato la difesa d’ufficio di una stabilità che appare sempre più di facciata, dall’altro la guerriglia di chi si sente tradito e punta il dito contro i “partner” di Fratelli d’Italia, accusati di aver inquinato il clima della coalizione in vista di future egemonie elettorali. La crisi politica a Oristano ci restituisce l’immagine di una città ostaggio di risentimenti e veti incrociati, dove il confronto democratico è stato sostituito da una rissa nel fango.
Un futuro sospeso tra aule di tribunale e urne anticipate
Quando Sanna evoca lo spettro della diffamazione, non sta solo difendendo la propria onorabilità, ma sta cercando di preservare il decoro di una funzione pubblica che non può e non deve essere trascinata nel fango delle insinuazioni e contumelie personali. Le parole pesano, e quelle lanciate dal gruppo Oristano al Centro sembrano aver lasciato cicatrici profonde, portando il sindaco a valutare seriamente le vie legali per ristabilire un bando di decenza per rispondere alle offese personali.
Nel frattempo la città resta in attesa di capire se esista ancora un barlume di governabilità. Il richiamo alla concretezza del sindaco — “se ci sono accuse, si facciano nomi e cognomi” — si scontra con la promessa di inflessibilità dell’opposizione. Non è solo una battaglia per il controllo del Comune, è una sfida per stabilire chi debba scrivere l’ultimo capitolo di questa legislatura. Nessuno è eterno, diceva Sanna con amara consapevolezza. Ed è proprio questa precarietà che sembra guidare le mosse degli attori in campo: una corsa frenetica per recuperare una credibilità smarrita o per affondare definitivamente l’avversario prima che cali il sipario. Oristano osserva, tra lo sconcerto e la rassegnazione, consapevole che la verità, in politica, spesso è solo la versione di chi grida più forte.










