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Vannacci a Oristano: l’affondo di Francesco Federico

La politica, si sa, è fatta di simboli, presenze e, soprattutto, di silenzi. A Oristano, l’ultima miccia è stata accesa da un post di Francesco Federico, consigliere di minoranza sempre in prima linea quando si tratta di stanare le contraddizioni della maggioranza. Al centro del mirino? La presenza dell’assessore ai Servizi Sociali in prima fila tra i sostenitori del generale Roberto Vannacci.

Un corto circuito tra ruolo e ideologia

Il punto sollevato da Federico va a toccare una corda sensibile della sociologia politica, la coerenza tra la funzione pubblica e l’appartenenza ideologica. Se il titolare della delega ai Servizi Sociali — il settore che per definizione deve incarnare l’inclusione, il supporto alle diversità e la tutela delle fragilità — si schiera apertamente con le tesi di Vannacci, il messaggio politico che ne scaturisce potrebbe diventare un paradosso difficile da gestire per una giunta che si professa equilibrata.

Federico non si limita a notare il fatto, ma lo trasforma in una questione di sensibilità. È il segnale di un’opposizione che ha smesso di contare i buchi nell’asfalto per iniziare a pesare lo spessore etico e politico della compagine di governo.

L’imbarazzo del Sindaco Sanna: un silenzio che pesa

Il vero bersaglio grosso dell’attacco, però, non è l’assessore, bensì il Sindaco Sanna. La figura del primo cittadino emerge dal racconto di Federico come quella di un arbitro che ha smarrito il fischietto. Tra la “grana” legata all’assessore Cuccu e questa nuova partecipazione pubblica decisamente divisiva, la leadership di Sanna appare sotto assedio, stretta tra la necessità di mantenere gli equilibri di coalizione e l’urgenza di dare una direzione identitaria alla città.

Oristano merita di più: il claim del cambiamento

La chiusura del post, “Oristano merita di più!” qui assume un valore specifico. È il tentativo di Federico di unire i puntini. La confusione dei ruoli e l’immobilismo decisionale diventano, nella sua narrazione, il freno a mano tirato di una città che meriterebbe ben altra visione.

Foto Liberoquotidiano

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