C’è un confine sottile, quasi invisibile, tra la goliardia adolescenziale e la ferocia gratuita che stiamo imparando a conoscere nelle nostre piazze. Nella serata di giovedì, nel cuore della città, in quella Piazza Roma che dovrebbe essere il salotto buono del passeggio, questo confine è stato travolto. Il bilancio? Un ragazzino di 14 anni al pronto soccorso, un dente perso e una prognosi che parla di otto giorni di cure, ma che dice molto di più sulla salute sociale dei nostri spazi pubblici.
Tutto è iniziato con quello che, agli occhi degli aggressori, doveva forse sembrare uno “scherzo” o una provocazione da branco. Il quattordicenne stava camminando con due amici quando è stato avvicinato da un altro gruppo di giovanissimi. Poi, il gesto che accende la miccia, uno spruzzo di bomboletta sulla testa.
Da lì, la situazione è precipitata in un attimo. Non è stata una semplice lite, ma una colluttazione ravvicinata dove la stessa bomboletta spray sarebbe diventata un’arma impropria, usata per colpire il volto e il capo del giovane. I dettagli clinici sono crudi, una ferita profonda al labbro documentata con tanto di foto su LinkOristano, un dente saltato e altri due seriamente compromessi.
Il ritorno in ospedale e l’ombra del trauma
Nonostante le prime cure prestate dai medici del San Martino, il trauma non si è esaurito con i punti di sutura. Venerdì pomeriggio la madre del ragazzo è dovuta tornare in ospedale, il figlio accusava forti emicranie, segnale che il colpo alla testa ha lasciato strascichi.
La donna si è giustamente rivolta alle forze dell’ordine, dando il via a un iter che ora dovrà fare chiarezza su nomi e responsabilità. In una città come Oristano, certi episodi stonano profondamente, ma colpiscono come un pugno nello stomaco proprio per la loro imprevedibilità.
Le indagini: la città sotto la lente delle telecamere
Il punto ora è capire chi fossero quei “bambini” – così descritti nel racconto della madre – capaci di una simile aggressività. Gli inquirenti hanno già un alleato prezioso, il sistema di videosorveglianza cittadino. Le telecamere di Piazza Roma potrebbero aver già cristallizzato i volti e la dinamica esatta del parapiglia.
Restano però le domande di fondo che non possiamo ignorare. Cosa spinge un gruppo di minori a girare con bombolette spray pronti a usarle come corpo contundente? C’è un’urgenza educativa che bussa alle porte delle istituzioni e delle famiglie, perché quando la piazza smette di essere un luogo di incontro e diventa un ring, abbiamo perso tutti qualcosa di più prezioso di un dente.










