Non si tratta solo di preservare un retaggio culturale antico, ma di trasformare una risorsa storica in un motore di sviluppo economico certificato e tracciabile per le comunità locali. Questo è il cuore pulsante dell’iniziativa intitolata La lana sarda. Tosatura, cernita, percorsi di qualità, che animerà Samugheo, in provincia di Oristano, il prossimo sei giugno, promettendo di tracciare nuove prospettive per tutto il comparto ovino dell’isola.
Sotto il cielo del progetto europeo, il tessuto rurale prende vita
L’appuntamento si inserisce nel respiro più ampio e ambizioso del progetto transfrontaliero finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg Italia–Francia Marittimo. Promossa dall’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il sostegno e il patrocinio dell’amministrazione comunale locale, la giornata punta i riflettori sui primissimi e cruciali passaggi della lavorazione della lana sarda. La cernita e il taglio del vello non devono più essere considerati semplici gesti meccanici di routine, ma vere e proprie arti capaci di definire in modo netto la qualità del prodotto finale. Restituire dignità, metodo e rigore scientifico a queste fasi significa infatti gettare basi solide per valorizzare l’intera filiera.
Dalla teoria alla pratica sul campo
Il programma entrerà nel vivo al mattino negli spazi suggestivi dell’area di Bau ‘e Brese, dove i partecipanti potranno assistere a una dimostrazione immersiva e pratica dedicata ai passaggi iniziali della lavorazione della lana sarda. A guidare questo momento di incontro e manualità ci sarà una figura di assoluto rilievo come Valeria Gallese. Veterinaria e fondatrice di una realtà innovativa, da tempo impegnata nel recupero virtuoso dei filati autoctoni italiani, porterà la sua esperienza concreta per mostrare come la sostenibilità possa nascere direttamente dai pascoli, rispettando il benessere animale e nobilitando ogni singolo frammento di fibra grezza.
Le regole per eccellere nel mercato globale
Nel pomeriggio, la riflessione e il dibattito si sposteranno tra le mura del Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda, un luogo simbolo che da sempre incarna l’eccellenza artigiana del territorio. Qui, Patrizia Maggia interverrà per illustrare le linee guida fondamentali per ottenere le certificazioni necessarie a proteggere e promuovere il prodotto. Comprendere gli strumenti formali per attestare la qualità è infatti lo step definitivo per elevare la lavorazione della lana sarda da pratica rigorosamente locale a eccellenza riconoscibile e competitiva sui mercati internazionali. Ricercatori, maestri artigiani e allevatori si troveranno così uniti in un dialogo vitale, dimostrando che l’identità rurale di un popolo può essere intessuta con successo nelle trame del futuro economico europeo.










