C’è un’idea di città che passa per i nastri blu disegnati sull’asfalto, un’idea che non riguarda solo dove lasciamo l’auto, ma come intendiamo il rapporto tra cittadino, profitto e amministrazione pubblica. Ad Oristano, il tema della gestione parcheggi a pagamento sta tornando a incendiare le stanze del palazzo comunale, sollevando polveroni che sanno di vecchie promesse mai mantenute e di una visione politica che fatica a trovare il coraggio della propria autonomia.
La cronaca di un’occasione mancata
La storia, si sa, tende a ripetersi, spesso sotto forma di farsa. Già nel 2020, mentre il mondo si fermava, il Consiglio Comunale discuteva su come rendere più efficiente e redditizia la riscossione della sosta. L’ipotesi era sul tavolo, chiara e certificata: affidare la gestione parcheggi a pagamento alla Oristano Servizi Comunali S.r.l., la società in house del Comune.
I vantaggi apparivano cristallini anche ai tecnici: maggiori introiti per le casse pubbliche, salvaguardia dei posti di lavoro e un rafforzamento della società partecipata. Eppure, nonostante i pareri favorevoli del Segretario Generale e degli amministratori della società, quella proposta morì in un silenzio assordante, sepolta da un voto contrario che nessuno, allora, ebbe il garbo istituzionale di motivare fino in fondo.
Una scelta politica tra efficienza e controllo
Oggi, con la scadenza del contratto d’appalto all’orizzonte, la minoranza torna all’attacco con un’interrogazione che suona come una chiamata alla responsabilità per la Giunta Sanna. Il nodo della questione non è puramente tecnico, ma profondamente sociologico: la gestione parcheggi a pagamento deve essere un bancomat per privati esterni o uno strumento di welfare territoriale?
Affidare il servizio a una società interna significa mantenere il controllo diretto sul territorio e, soprattutto, far sì che gli utili derivanti dai cittadini oristanesi rimangano a beneficio della comunità oristanese. È la differenza che passa tra il considerare il suolo pubblico una risorsa da mettere a rendita per terzi o un patrimonio collettivo da amministrare con lungimiranza.
Le domande che attendono risposta
L’interrogazione firmata dai consiglieri Francesco Federico, Francesca Marchi, Carla Della Volpe, Speranza Perra, Massimiliano Daga, Maria Obinu, Umberto Marcoli, Giuseppe Obinu non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche. Si chiede conto della puntualità dei versamenti dei canoni da parte dell’attuale gestore e, soprattutto, si interroga il Sindaco sul futuro: ci sarà l’ennesima proroga o si avrà finalmente il coraggio di cambiare rotta?
La gestione parcheggi a pagamento a Oristano oggi conta oltre 1.300 stalli. Un numero che molti ritengono eccessivo e che meriterebbe una profonda rimodulazione per non asfissiare il centro storico e le sue attività. La politica, quella vera, si misura sulla capacità di fare sintesi tra le esigenze di bilancio e la vivibilità urbana. Resta da capire se l’Amministrazione Sanna sceglierà la strada della continuità silenziosa o se, per una volta, deciderà di scommettere sulle proprie risorse interne per restituire dignità e valore al servizio pubblico.









