Pineta di Torregrande è uno delle più grandi aree boschive litoranee della Sardegna, complessivamente ricopre un’area che, se ci pensiamo bene, è enorme: 56-60 ettari, la sua lunghezza è di circa 4 chilometri. I numeri così ci possono non dire nulla ma 60 ettari sono circa 85 campi da calcio regolamentari messi l’uno accanto all’altro. Stiamo parlando di un patrimonio verde immenso: da sempre oggetti di dibattiti che spaziano dal suo uso turistico a quello della sicurezza. Ma i 4 chilometri sono solo quelli che si estendono nell’area che va dall’ex Hotel del Sole alla foce del Tirso. Torregrande non ha solo questa pineta ma ne ha anche un’altra, sicuramente più piccola che, invece, si estende dalla strada provinciale 7 al canale scolmatore lato porticciolo. Qui, anni fa è sorto il Parco Phoenix ( Parco Avventura Torregrande). Sono circa 3,5 ettari di verde, questi sorgono tra la borgata di Torregrande e lo stagno di Mistras.
Pineta di Torrregrande: tra storia e attualità
Pochi oristanesi ricordano Vincenzo Delitala, il podestà visionario Delidata negli anni ’20, aveva un progetto grandioso per Torregrande. Non voleva solo una pineta, ma una sorta di “città giardino” esotica, con ville in stile moresco e persino un casinò. Negli anni 20, come ben sappiamo, iniziano le opere di bonifica nella piana del Campidano e nella vicina Arborea, così in un certo qual modo anche Oristano e le sue frazioni sono interessate alla bonifica ma Delitala non si limita a “pulire” il territorio, ma voleva mettere in pratica intuizioni particolari. Infatti è stato proprio Delitala a fare impiantare i pini per:
- Fermare l’avanzata della sabbia verso l’interno (funzione frangivento).
- Risanare l’aria, seguendo le teorie dell’epoca che vedevano nelle conifere un alleato contro la malaria.
- Creare un decoro estetico che richiamasse le grandi stazioni balneari del Tirreno.
Il progetto però doveva continuare, al tempo è stato definito folle ed ambizioso: Delitala voleva trasformare il litorale oristanese in una Costa Azzurra sarda. Il suo piano prevedeva:
- Architettura Moresca: ville con stile orientale, con archi e cupole, oramai a Torregrande non se ne vedono più, ma un tempo qualcosa era presente.
- Servizi di lusso: progetta un casinò, alberghi eleganti e ampi viali alberati.
- Il Porticciolo: è stato lui a voler creare il porticciolo ma anche a spianare la spiagga in zona Torre.
Il suo progetto è però rimasto incompiuto sebbene il patrimonio boschivo risulti essere una ricchezza per Oristano e territorio.
Misteri della Pineta
Lo sapevate che la Pineta di Torregrande nasconde dei misteri? Per anni la vecchia Dogana è stata un punto di osservazione per amanti di Ufo e cielo o per nostrani gostbuster. Oggi oramai al primo pontile l’edificio è tornato al vecchio splendore e dunque quella vena di mistero si è andata a scemare ma è anche vero che sino a pochi anni fa si potevano osservare nei suoi pressi i ruderi di vecchie colonie estive e strutture militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Così come parlando, specie di inverno, con anziani locali si poteva rimanere affascinanti nel sentire le narrazioni su su piccoli tunnel o bunker interrati, usati per la difesa costiera, che col tempo sono stati sommersi dalla sabbia o dalla vegetazione, se si è attenti osservatori ancora oggi si possono notare aree boschive che paiono diventare improvvisamente colline e, talvolta si può notare qualche basamento
Uno dei luoghi più controversi è l’area dell’Ex Perlite. oggi l’area è un classico esempio di archeologia industriale abbandonata. È recintata, ma spesso i varchi sono aperti, rendendola una meta per Urbex coraggiosi: Molti fotografi e curiosi vi entrano per documentare il fascino decadente dei macchinari arrugginiti e degli edifici fatiscenti mentre altri usano i muri per dei graffitti spesso affascinanti.
La Pineta di Torregrande: tra sesso e incontri
La pineta è storicamente conosciuta come una zona di cruising (incontri occasionali), specialmente nelle ore notturne o nelle zone più fitte e meno visibili dal lungomare. Questo accade principalmente per la vastità dell’area e la scarsa illuminazione in alcuni settori.
La vegetazione fitta, la sua vasta area spesso non frequentata lo rende luogo di incontro per coppie da sempre. Negli anni si è spesso parlato di auto all’interno della Pineta, di maniaci e di guardoni. Non è una novità: a chi non è capitato di sentir parlare di alberi che hanno reggiseni o slip, di preservativi e quanto altro abbandonati? Un pò a tutti: così come, negli anni scorsi circolava la leggenda metropolitana dell’uomo “Pestato a sangue perchè beccato a spiare una coppietta”.
Il caso del maniaco
La questione del “maniaco” nella pineta di Torregrande è un argomento che ciclicamente torna a scuotere l’opinione pubblica oristanese, alimentando un forte senso di insicurezza, specialmente tra le donne che frequentano la zona per fare sport. Ma il maniaco della Pineta è una figura che è quasi entrata nella mitologia. Sino a qualche anno fa era possibile osservarne uno in particolare, ora, le ultime segnalazioni parlano di stranieri, forse migranti.
Tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2026, si sono susseguite diverse segnalazioni, spesso rimbalzate sui gruppi social locali e sulle testate giornalistiche:
- Il modus operandi: le testimonianze parlano di un uomo (talvolta descritto come giovane, altre volte di mezza età) che si apposta tra la fitta vegetazione laterale ai sentieri principali. In molti casi si tratterebbe di un esibizionista che attende il passaggio di donne sole per compiere atti osceni.
- Casi di inseguimento: in alcuni episodi più allarmanti, sono stati segnalati veri e propri inseguimenti. Alcune runner hanno riferito di essere state seguite per diverse centinaia di metri prima di riuscire a raggiungere il lungomare o zone più affollate.
E’ certo che esistono depravati,non uno in esclusiva ma diversi. Anni fa, non di rado un uomo avvistava donne e coppie in pineta al momento del posteggio e, addirittura, arrivava persino ad avvicinare le presunte vittime in spiaggia. Ora nella pineta Parco Phoenix, nonostante sia vietato entrare in auto un anziano lo si incontra spesso all’interno della sua auto, con fare ammiccante, invece nella Pineta grande, durante il giorno, specie di inverno, pare vi siano due o tre individui che ogni tanto rincorrano le donne.
Consigli utili
Evitare di frequentare le zone boschive da sole o da soli è sempre bene. Nell’area del primo pontile a diverse ore del giorno ci sono appostati clienti di sex workers in attesa, appunto, di chi si prostituisce, gli stessi si notano spesso tra le dune in zona ex Perlite. Talvolta questi sono anziani in cerca di un brivido diverso, altre volte gli stessi tentano approcci convinti di avere davanti un sex worker. In alcune aree è bene non andare mai da soli, infatti in Pineta oltre ai presunti maniaci ci sono pusher e, spesso, in alcune aree si incontrano ricettatori.









