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Caro voli e sciacallaggio algoritmico: la denuncia di Adiconsum

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Esiste una forma di violenza che non lascia macerie visibili, ma che scava solchi profondi nei bilanci delle famiglie sarde. Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna, lancia un monito che scuote le coscienze: lo sciacallaggio, oggi, ha smesso i panni del ladro tra i detriti per indossare quelli asettici e infallibili della matematica. Non è più solo una questione di prezzi che salgono, ma di un sistema che sfrutta sistematicamente lo stato di bisogno per trarre un profitto ingiusto. Al centro di questa deriva c’è il cosiddetto algoritmo per il calcolo dei prezzi, un guardiano elettronico programmato per un’unica, spietata missione, capire quanto sia urgente il tuo bisogno di viaggiare.

L’indovino matematico che specula sulla nostra fretta

Ma cos’è, in parole povere, questo meccanismo di cui tutti parlano? Immaginate un set di istruzioni silenziose che studiano ogni nostro movimento. L’algoritmo per il calcolo dei prezzi è un indovino alimentato da una memoria storica implacabile. Non ha bisogno di attendere il momento della ricerca per colpire; sa già da mesi, ad esempio, che il prossimo primo aprile coinciderà con il mercoledì santo. Conosce le nostre abitudini meglio di noi stessi e ha già stabilito il prezzo massimo molto prima che il cittadino accenda il computer. È una trappola digitale che trasforma il mercato in un luogo di coercizione psicologica ed economica.

L’insularità non può essere una colpa da pagare

Per noi sardi, questa dinamica assume contorni drammatici a causa della nostra condizione geografica. L’insularità non è un’opzione turistica, è un cordone ombelicale. Il volo rappresenta la nostra strada, il ponte che ci unisce al lavoro, alla salute e agli affetti. Quando questa necessità naturale sbatte contro l’algoritmo per il calcolo dei prezzi, la libertà di movimento sancita dalla Costituzione svanisce. Non possiamo accettare che un calcolo predittivo finalizzato al solo profitto valga più di un diritto fondamentale. Se la tecnologia serve solo a mungere il consumatore nella sua massima fragilità, non siamo davanti al progresso, ma a una nuova e sofisticata ingiustizia sociale.

Verso una mobilità libera dalla dittatura dei dati

La battaglia di Adiconsum è chiara: dobbiamo abbattere questa dittatura dei dati che trasforma il rientro a casa in un’asta al rialzo sulla pelle dei cittadini. È necessario pretendere con forza che si vieti l’uso dell’algoritmo per il calcolo dei prezzi quando questo riguarda beni e servizi essenziali. Il diritto costituzionale alla mobilità deve tornare a essere il pilastro su cui poggiano i trasporti, sottraendolo una volta per tutte alle grinfie di una programmazione nata per lo sciacallaggio.

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