Foto Luperi
Esistono luoghi dove il tempo sembra aver sospeso il proprio giudizio, lasciando che il vento e il mare si facciano carico di custodire verità millenarie. L’area archeologica di Tharros, con le sue colonne che sfidano l’orizzonte del Sinis, è esattamente uno di questi spazi sacri. È qui che il prossimo 28 luglio si consumerà un rito laico di rara bellezza, un appuntamento che promette di essere molto più di un semplice concerto. La protagonista assoluta sarà la cantantessa per eccellenza, Carmen Consoli, che porterà in scena un progetto intimo e profondo intitolato, non a caso, I segreti dell’anima.
Questa data non è solo l’unica tappa sarda del suo tour estivo, ma rappresenta il cuore pulsante della ventottesima edizione del Dromos Festival. Il tema di quest’anno, Dromos Secrets, sembra essere stato cucito addosso alla sensibilità di un’artista che ha fatto dell’indagine interiore e della stratificazione culturale la propria cifra stilistica. In un’epoca che ci impone l’esibizione costante e rumorosa di ogni frammento del quotidiano, il festival e la cantautrice catanese scelgono invece la strada del mistero, del non detto, di quei segreti dell’anima che definiscono la nostra identità più autentica.

La parola e la nota: il dialogo tra Matteo Caccia e Carmen Consoli
La serata si annuncia come un viaggio diviso in due atti, ma unito da un unico filo rosso narrativo. Ad aprire le danze, alle ore 21, sarà Matteo Caccia, una delle voci più colte e magnetiche dello storytelling contemporaneo. Con la sua Mappa dei segreti, Caccia trasformerà l’anfiteatro naturale di Tharros in un confessionale a cielo aperto. Attraverso il recupero di storie anonime e messaggi lasciati in vecchie cabine telefoniche, il podcaster ci ricorderà che il segreto non è mai un isolamento, bensì un ponte invisibile che ci lega agli altri. La sua narrazione sarà il preludio perfetto, una sorta di pulizia spirituale necessaria per accogliere la musica.
Quando Carmen Consoli salirà sul palco, lo farà in una veste unplugged che promette di far vibrare le pietre millenarie del sito. Accompagnata solo dalle chitarre di Massimo Roccaforte e dal violino di Adriano Murania, l’artista siciliana spoglierà le sue canzoni di ogni sovrastruttura per restituirle alla loro essenza più pura. È in questa dimensione raccolta che i segreti dell’anima evocati dal titolo prendono vita, trasformando il concerto in un dialogo serrato tra la forza della letteratura, la mitologia e quella voce graffiante che da anni racconta l’Italia con una lucidità quasi sociologica.
Un’indagine sonora tra identità e memoria
L’ultima produzione della Consoli, l’album Amuri Luci, ci ha mostrato un’artista capace di cantare in siciliano, greco antico e latino, scavando nelle radici di una coscienza collettiva che appartiene a tutto il Mediterraneo. Portare queste sonorità a Tharros, tra i resti di civiltà che hanno parlato quelle stesse lingue, significa chiudere un cerchio magico. La scelta di indagare i segreti dell’anima attraverso la musica diventa così un atto politico e sociale: un invito a fermarsi, ad ascoltare il sussurro della storia e a riscoprire quella dimensione interiore che troppo spesso sacrifichiamo sull’altare della velocità moderna.
Partecipare a questa serata significa accettare l’invito del Dromos Festival a sostare nel mistero. Non è un evento per chi cerca il fragore della folla, ma per chi desidera una rivelazione. La bellezza di questa proposta risiede proprio nella sua capacità di far interagire linguaggi diversi: la precisione giornalistica dello storytelling di Caccia e l’istinto ancestrale della musica della Consoli. Insieme, ci condurranno per mano verso i nostri personali segreti dell’anima, lasciando che sia il respiro del mare di Sardegna a darci le risposte che cerchiamo.
I biglietti sono già disponibili sul sito ufficiale del festival, con soluzioni che spaziano dalla poltronissima ai settori più arretrati, per permettere a chiunque di non mancare a quello che, senza ombra di dubbio, si preannuncia come l’evento culturale più suggestivo dell’estate isolana.










